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PMI l’associazione dei produttori musicali indipendenti è contraria vendita della divisione dischi e del publishing della EMI , azienda che ha fatto la storia della musica in tutto il Mondo e si rivolge alla Commissione Europea perché sospenda l’acquisizione della storica EMI da parte di Universal e Sony ATV.
In caso di vendita gli effetti sarebbero devastanti in quanto produrrebbe solo il rafforzamento del duopolio di Universal e Sony, con grave danno per la musica, per coloro che vi lavorano ,per quelli che la vogliono utilizzare e per i consumatori.
Già alcuni anni fa, la Commissione Europea dovette esprimersi in una situazione analoga : in quella occasione la Commissione osservò che Universal era un gigante rispetto alle altre società del settore e in caso di nuove acquisizione avrebbe avuto un potere incontrollabile e di conseguenza pericoloso.
Da allora, sia Universal che Sony ATV hanno incrementato le loro quote di mercato e ora, con indescrivibile arroganza, intendono aumentare questo predominio acquistando anche EMI (di cui Universal acquisterebbe la parte discografica , e Sony ATV acquisterebbe quella editoriale)
Mario Limongelli ,presidente PMI, ha dichiarato :
“Siamo sempre stati contrari alle fusioni in quanto riteniamo che si possono trovare soluzioni alternative per dare equilibrio al mercato. Universal è già di per sé “troppo grande” e non possiamo permettere che ingoi anche un’altra fetta del mercato. Stessa cosa dicasi di Sony ATV per quanto riguarda l’acquisto del catalogo editoriale di EMI.
Aumentare il predominio di questo duopolio nel mercato – ha proseguito Limongelli- è contro ogni logica di competizione dell’offerta sul mercato culturale.”
IMPALA ,l’associazione delle etichette Europee dei produttori musicali indipendenti ,di cui fa parte PMI, ha chiesto il blocco di tale vendita. all’Unione Europea in quanto la stessa è consapevole che rafforzare la posizione di Universal e SonyATV sia un passo negativo per il mercato culturale. Secondo IMPALA, l’Europa dovrebbe intervenire a salvaguardia della concorrenza perchè il rischio di una battaglia legale è elevatissimo.
Il Presidente
Mario Limongelli
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