Siamo fortemente contrari alla acquisizione di Downtown Music (In GROVES, MTheory e Pias) da parte di Universal Music Group. L’aumento non ponderato né controllato della market share DELLA STESSA corrisponde ad una visione strategica ben chiara che mira solo ad ingigantire sempre di più una posizione che di per se è già dominante
Permettere che un gruppo così grande, già proprietario di un’importante quota di Spotify, possa comprare lecitamente fette del mercato della distribuzione, sottraendo di fatto risorse alla concorrenza e proponendo alle aziende indipendenti di accettare una distribuzione Major ‘sotto mentite spoglie’, ha delle conseguenze non solo sulle quote di mercato, ma anche sui rapporti tra Major e Indies che assomigliano sempre di più una sorta di Master and Servant - è il commento di Mario Limongelli, Presidente di PMI - Produttori Musicali Indipendenti, che aggiunge - La storia ci insegna che concentrare in questo modo il mercato sottraendo agli altri veri e propri strumenti di diffusione e promozione implica di fatto una dittatura di mercato non solo dal punto di vista artistico ma anche economico, innalzando di fatto barriere all’ingresso ai newcomers e costringendo chi già c’è ad ulteriori compromessi al ribasso”.



Ripa di Porta Ticinese 63A,